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Ispezioni congiunte ELA, i numeri del 2026

Le ispezioni congiunte ELA sono passate in pochi anni da esperimento a routine. Nel 2026 l'European Labour Authority, istituita dal regolamento UE 2019/1149, ha già coordinato settimane di azione sul lavoro sommerso, sull'edilizia, sul trasporto e, per la prima volta, sulle agenzie di somministrazione transnazionale. I numeri pubblicati dall'Autorità meritano una lettura d'insieme, perché raccontano un sistema di controllo che non conosce più i confini nazionali.

Quante imprese sono state controllate nel 2026

La settimana di azione sul lavoro non dichiarato, i cui esiti sono stati pubblicati a marzo, ha coinvolto diciotto Paesi UE ed EFTA con 2.294 imprese ispezionate, 5.239 lavoratori verificati e oltre 700 sospette irregolarità, dall'orario sottodichiarato al falso lavoro autonomo. L'Italia vi ha partecipato sul versante transfrontaliero.

A questa si sommano la settimana dedicata all'edilizia, 128 imprese e 27 cantieri in quattordici Stati, quella sul trasporto su strada, 556 veicoli controllati con ventuno Stati coinvolti, la prima azione sulle agenzie interinali transnazionali, 70 imprese e circa 2.800 lavoratori, e sette ispezioni concertate dedicate alla sola retribuzione.

Il confronto con il 2025 mostra la progressione. La settimana sull'edilizia dell'anno precedente si era fermata a 137 imprese e 19 cantieri in dodici Stati, quella del 2026 ha allargato i Paesi coinvolti e aggiunto un intero filone nuovo sulle agenzie interinali. Ogni ciclo incorpora i settori in cui il precedente ha trovato più irregolarità.

Ispezioni concertate e congiunte, la differenza che conta

Nelle ispezioni concertate le autorità di più Stati controllano in parallelo, ciascuna sul proprio territorio, scambiandosi gli esiti. In quelle congiunte gli ispettori di uno Stato partecipano fisicamente ai controlli in un altro. In entrambi i casi l'ELA sostiene l'organizzazione e la circolazione delle informazioni, e ciò che emerge in un Paese può alimentare un accertamento altrove. È il mandato affidato all'Autorità dal regolamento istitutivo, che ne fa il perno del seguito amministrativo dei controlli, e l'Italia partecipa a entrambi gli strumenti.

Cosa significano questi numeri per chi distacca in Italia

Per l'impresa estera con lavoratori in Italia la conseguenza è concreta. Una verifica aperta nello Stato di stabilimento può riflettersi sul distacco italiano, e viceversa, perché gli indici dell'autenticità si leggono ormai su base transnazionale. E quando il distacco si rivela non genuino la regola italiana è netta, “il lavoratore è considerato a tutti gli effetti alle dipendenze del soggetto che ne ha utilizzato la prestazione” (articolo 3, comma 4, D.Lgs. 136/2016).

Domande frequenti

Le ispezioni congiunte possono svolgersi anche in Italia?

Sì. L'Ispettorato Nazionale del Lavoro vi partecipa sia ospitando ispettori esteri sia inviando propri funzionari all'estero, come avvenuto nelle settimane di azione del 2026.

I dati raccolti in un Paese possono essere usati in un altro?

La cooperazione amministrativa passa per l'ELA e per il sistema IMI, e gli esiti circolano fra le autorità. Un'incoerenza documentale emersa all'estero può quindi riemergere in un controllo italiano.

Assistiamo le imprese estere coinvolte in verifiche transnazionali sul distacco. Scrivici per una valutazione riservata della posizione.

Contenuto informativo, aggiornato al 13 ottobre 2026. Ogni situazione concreta richiede una verifica dedicata.